Poesia di Edgar Allan Poe che mette in
evidenza la tragica condizione dell’essere umano, attore di una tragedia che ha
una sola possibile fine: la morte. Spettatori di questa tragedia sono niente meno
che gli angeli, figure ricorrenti nelle opere di Poe, che qui assistono alle
vite umane come se fossero a teatro e non possono fare a meno di piangere davanti
alla miseria umana. Insieme all’uomo sono presenti anche alcune condizioni dell’animo,
come Affanno, Peccato e Pazzia, destinate ad avere un proprio ruolo nella
tragedia. Il vero protagonista però, l’unico eroe, è il Verme Conquistatore
destinato a essere l’unico sopravvissuto in un panorama di morti. Infine sul
teatro cala un sipario simile a un velo funebre. La poesia si trova all’interno
del racconto Ligeia, in cui la donna si trova in disaccordo con la poesia
sostenendo che si possa resistere alla porte con la forza di volontà.
lunedì 29 febbraio 2016
Il verme conquistatore
Il verme conquistatore, la fragilità umana

giovedì 25 febbraio 2016
Le notti di Salem
Le notti di Salem, un vampiro in città

Dovunque sostassero, si procurava un quotidiano del Maine, il Press-Herald di Portland, sul quale cercava tutto quello che veniva pubblicato su un borgo del Maine meridionale di nome Jerusalem's Lot e sull'area circostante. Di tanto in tanto qualcosa trovava.
Titolo: Le notti di Salem
Autore: Stephen King
Anno: 1975
Pagine: 441
Trama: Da sempre a Marsten House, la maledetta dimora di Salem's
Lot, una tranquilla cittadina americana, accadono cose strane e continuano ad
accaderne, in particolare da quando due uomini misteriosi si sono stabiliti in
quella casa, disabitata da anni. Ben Mears, lo scrittore tornato a Salem's Lot
per cancellare gli incubi dell'infanzia, si troverà a fronteggiare altri
orrori. Orrori tali da gelare il sangue nelle vene.
Un altro classico di Stephen King da cui è stato tratto anche un film di successo.
Un altro classico di Stephen King da cui è stato tratto anche un film di successo.
Recensione: Uno dei più bei
romanzi di Stephen King, chiaramente ispirato a Dracula di Bram Stoker, è
impossibile infatti non rivedere alcune similitudini tra i protagonisti dei due
romanzi: Ben Mears e Jonathan Harker, per esempio, oppure Susan mi ha ricordato
sia Mina, per la sua relazione con Ben, sia Lucy, per quello che le succede, o
ancora il professor Matt Burke e Van Helsing, entrambi alla caccia del vampiro.
E infine Barlow e Dracula. La storia si apre con il ritorno di Ben Mears,
scrittore, che ha vissuto a Jerusalem’s Lot per affrontare le paure dell’infanzia.
Non solo Ben però è arrivato in città, ma anche un uomo misterioso che ha
aperto un negozio d’antiquariato che però viene gestito da un suo socio. Tutto incomincerà però con un incidente
avvenuto a due fratelli nel bosco, alla vampirizzazione di uno di questi e
quindi la diffusione del morbo. Un horror sui vampiri che si distingue dagli
altri per la sua trama e per l’attenzione che viene data non solo al lato
soprannaturale, ma anche a quello umano, a ciò che si nasconde dietro le porte
di una piccola cittadina che giorno per giorno viene contaminata da un morbo da
cui non si può guarire, ma che in fondo era già presente nella cittadina.
Questa non è la storia per chi si aspetta un lieto fine, perché il finale è
agghiacciante e la vittoria del bene sul male è fragile e momentanea. Comunque
posso dirmi soddisfatta del finale, mi è sembrato l’unico possibile in questa
storia, anche se atroce. La risposta a cosa sarebbe successo se Dracula fosse
riuscito nel suo intento di trasferirsi in una città abitata da altre persone e
fosse riuscito a diffondere il proprio male.
Citazioni:
Pensavano quasi tutti che l'uomo
e il ragazzo fossero padre e figlio.
Attraversavano il paese verso sudovest su una vecchia Citroën, tenendosi per lo più su strade secondarie, viaggiando a tappe. Prima di raggiungere la loro destinazione finale si fermarono in tre posti: la prima volta nel Rhode Island, dove l'uomo alto con i capelli neri lavorò in uno stabilimento tessile; poi a Youngstown, nell'Ohio, dove per tre mesi fu operaio alla catena di montaggio di una fabbrica di trattori; e infine in una piccola cittadina californiana vicino alla frontiera messicana, dove fece il benzinaio e il meccanico, riparando piccole automobili straniere con un successo che fu per lui insieme sorprendente e gratificante.
Attraversavano il paese verso sudovest su una vecchia Citroën, tenendosi per lo più su strade secondarie, viaggiando a tappe. Prima di raggiungere la loro destinazione finale si fermarono in tre posti: la prima volta nel Rhode Island, dove l'uomo alto con i capelli neri lavorò in uno stabilimento tessile; poi a Youngstown, nell'Ohio, dove per tre mesi fu operaio alla catena di montaggio di una fabbrica di trattori; e infine in una piccola cittadina californiana vicino alla frontiera messicana, dove fece il benzinaio e il meccanico, riparando piccole automobili straniere con un successo che fu per lui insieme sorprendente e gratificante.
Dovunque sostassero, si procurava un quotidiano del Maine, il Press-Herald di Portland, sul quale cercava tutto quello che veniva pubblicato su un borgo del Maine meridionale di nome Jerusalem's Lot e sull'area circostante. Di tanto in tanto qualcosa trovava.
Alzò gli occhi per un momento, in
un ultimo barlume di raziocinio, due circoli bianchi e strabuzzati nella faccia
imbrattata di terra e sudore.
Venere brillava, appuntata al petto del cielo.
Venere brillava, appuntata al petto del cielo.
Quando lo sconosciuto gli si
avvicinò, Dud comprese ogni cosa e ne fu felice e quando giunse il dolore, fu
dolce come argento, verde come l'acqua immobile delle profondità.
Voto: 10
lunedì 22 febbraio 2016
La signora delle camelie
La signora delle camelie, storia di una cocotte

Quanta gente è felice senza sapere di esserlo!
Un mese di un amore come quello, del cuore e dei sensi, ci avrebbe portati alla morte.
Titolo: La signora delle camelie
Autore: Alexander Dumas (figlio)
Anno: 1848
Pagine: 288
Trama: Scritto nel 1848, quando
l'autore non aveva che ventiquattro anni, il romanzo La signora delle camelie
creò subito un mito, entrato nell'immaginario di intere generazioni e diventato
protagonista delle scene, sia quelle del teatro di prosa, sia quelle del teatro
d'opera, nonché gli schermi del cinema. Lo stesso Dumas ne realizzò una
versione teatrale, affidandola a Sarah Berhnardt. Pochi anni dopo, Giuseppe
Verdi saprà farne una sublime trasposizione in musica, con La Traviata.
Margherita Gautier, alias Violetta, è diventata così una figura a sé stante. Un
mito appunto, con il quale si sono confrontate dive come Eleonora Duse, Greta
Garbo, Maria Callas. André Maurois ha scritto: "La signora delle camelie
fa capire perché Maupassant e Tolstoj considerassero Dumas figlio uno dei più
grandi romanzieri del loro tempo". Per Irene Bignardi, che legge con
un'ottica estremamente aggiornata, è "il romanzo sul prezzo della
donna", amante o moglie, che sia, traviata o non.
Recensione: Storia di un amore
tra persone di due classi diverse, Armand giovane rampollo e la cocotte
Margherite, detta la signora delle camelie per l’usanza di portare sempre una
camelia bianca o rossa. Un amore che fin dall’inizio è destinato a una fine
tragica perché Margherite è gravemente malata e sa che non le resta molto da
vivere. Non voglio svelare altro di questo romanzo perché significherebbe
rovinarlo, tengo solo a sottolineare i continui richiami al romanzo Manon
Lescaut che vede come protagonista un’altra cocotte innamorata di un altro
ragazzo di buona famiglia. Il finale dei due romanzi a prima vista è simile,
infatti Manon Lescaut resta fino all’ultimo con il proprio amato, mentre Margarethe
sarà costretta a lasciarlo andare e a restare sola. Romanzo struggente da cui è
stata tratta La Traviata, che si discosta un po’ dal finale del romanzo. In
realtà la storia di Margarethe e Armand non è un’invenzione letteraria di Dumas
figlio, ma la figura di Margarethe è tratta da un personaggio realmente
esistito, una cocotte (foto sotto) che rubò il cuore di molti parigini. Un bellissimo
romanzo.

Citazioni:
Un mese di un amore come quello, del cuore e dei sensi, ci avrebbe portati alla morte.
Per questi amanti, dobbiamo
essere gaie quando sono allegri, in buona salute quando vogliono cenare,
scettiche come loro. Ci è proibito avere un cuore, per non essere beffate e
perdere il nostro credito.
Noi non ci apparteniamo più. Non siamo più esseri umani, ma cose.
Noi non ci apparteniamo più. Non siamo più esseri umani, ma cose.
Dalla prima volta che vi ho
vista, non so come né perché', avete preso un tale posto nella mia vita, che
non riuscivo a scacciare dalla mente la vostra immagine. Oggi, quando vi ho
incontrata, dopo due anni che non vi vedevo, mi siete entrata, con una forza
ancora più grande, nel cuore e nello spirito. Ora che mi avete ricevuto, poi,
che vi conosco, che ho scorto tutto quello che c'e' di strano in voi, mi siete
divenuta indispensabile, e impazzirei non solo se non mi amaste, ma anche se
non permetteste che vi ami.
Voto: 8
giovedì 18 febbraio 2016
La donna dei fiori di carta
La donna dei fiori di carta, chi era l'uomo che fumava sul Titanic?
Titolo: La donna dei fiori di carta
Titolo: La donna dei fiori di carta
Autore: Donato Carrisi
Pagine: 170
Anno: 2012
Trama: Il monte Fumo è una
cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei
combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra
due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non
riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo
a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di
quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite
di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono
appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e
dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi
era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta
nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua
ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché
è destinata al cuore di una donna misteriosa.
Recensione: Una storia che
contiene altre storie, come una matrioska o una scatola cinese. Tutto parte da
un medico austriaco impegnato a curare i soldati sul monte Fumo, un uomo che è
appena stato lasciato dalla moglie e che non ha più un vero motivo per tornare
dal fronte. Fino a quando non gli viene chiesto di parlare con un prigioniero
per convincerlo a dirgli il suo nome e il suo grado. E così il medico si trova
ad ascoltare la storia di Guzman, uomo la cui ossessione era il tabacco e il
raccontare storie. Un bel romanzo, una storia carina, forse un po’ troppo
breve. In realtà la donna dei fiori di carta che da il nome al romanzo ha solo
un ruolo marginale e la sua presenza è quasi completamente indiretta, ma non
voglio aggiungere altro per non rovinare la storia. Bei personaggi e uno stile
che ricorda quello del realismo magico, di scrittori come Marquez e Isabel
Allende. Non assomiglia agli altri romanzi dello stesso autore che ho letto,
questo è più poetico, meno incentrato sull’investigazione, ma più sul mistero
che viene svelato parola dopo parola, è un romanzo sull’importanza delle storie
e del raccontare.
Citazioni:
Ci sono donne che usano la loro
bellezza come un ricatto. Per quanto impegno tu possa mettere per conquistarle,
non si concederanno mai totalmente. Lei invece no. Indossava la propria grazia
come fosse un abito, incurante dell'effetto che produceva sugli altri. E nel
momento stesso in cui la notò, Guzman capì che, se non l'avesse avuta, avrebbe
sentito per sempre la sua mancanza.
Il fatto che si fosse attribuita
da subito il suo cognome lo colpì. Era come se volesse dirgli: eccomi, sono io
la donna della tua vita.
Certi uomini vengono al mondo per
compiere imprese, e altri sono qui per ricordare al mondo quanto sia piacevole,
in fondo, vivere.
Il desiderio è il solo motivo per
cui andiamo avanti in mezzo a tanto orrore. Tutti abbiamo bisogno di una passione,
o di un'ossessione. Cerca la tua. Desiderala fortemente, e fa' della tua vita
la ragione stessa per cui vivi.
Quando il destino decide di
deviare il corso della nostra esistenza non ci avverte.
Voto: 8
Iscriviti a:
Commenti (Atom)