Visualizzazione post con etichetta Romanzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Romanzo. Mostra tutti i post

giovedì 9 giugno 2016

L'ospite

L'ospite di Sarah Waters

Titolo: L’ospite

Autore: Sarah Waters

Anno: 2009

Pagine: 544

Trama: Hundreds Hall, l'antica dimora di campagna della famiglia Ayres: varcarne i cancelli dopo trent'anni è un momento di grande trepidazione per il dottor Faraday, lui che ancora bambino, nel lontano 1919, ne aveva ammirato con occhi sgranati lo sfarzo e lo splendore. Quel passato, tuttavia, è ormai un vago ricordo: i suoi abitanti - la vedova del Colonnello Ayres e i figli Roderick e Caroline - sono, infatti, impegnati in una disperata battaglia per salvare dalla rovina se stessi e la casa. Ma proprio quest'ultima sembra gettare le ombre più funeste sul futuro: stanze che di colpo diventano trappole, pareti da cui emergono sussurri malevoli e segni inquietanti, un devastante incendio notturno. Chi, o che cosa, c'è dietro questi eventi? Quale mistero grava sul destino degli Ayres? Ma, soprattutto, fino a che punto si spingerà la minaccia? Sarah Waters si confronta con un classico tra i generi letterari, la ghost story, e lo rinnova assottigliando il confine tra sovrannaturale e psicopatologico.

Recensione: Devo ammetterlo, all'inizio questo romanzo non mi aveva colpita. La prima parte l’ho trovata dispersiva, priva di eventi particolarmente interessati, nulla oltre la descrizione del declino di una famiglia nobile e ricca, di cui restano ormai solo tre membri, rintanati nella loro villa che mostra tutta la loro condizione. Questo ho pensato all'inizio. Per fortuna ho continuato a leggere e alla fine questa storia non mi ha delusa, perché sembra esserci davvero qualcosa a Hundreds Hall, un fantasma forse? Magari lo spirito della primogenita morta ancora bambina per difterite? Oppure è qualcosa di più umano? L’inizio di tutto è la festa organizzata dalla signora Ayres per riaprire il salone e soprattutto nel disperato tentativo di trovare un marito alla figlia. Da quel momento in avanti la follia sembrerà prendere possesso della mente degli abitanti della casa, trascinandoli fino al terribile e ambiguo finale, del quale darò una mia personale interpretazione al fondo della recensione per evitare spoiler. Chi ci racconta le vicende è un medico, Faraday, legato alla casa da ricordi d’infanzia, un racconto all'apparenza razionale. Un bellissimo romanzo e vi troverete a guardare nel buco della serratura insieme alla signora Ayres mentre un’inquietante figura passerà davanti. Vero o falso? Non vi resta che leggere e dare la vostra personale interpretazione a questa storia.

Voto: 9

Spoiler









Vorrei dare la mia personale interpretazione sul finale: la morte di Caroline. Secondo me il principale sospettato è il dottor Faraday. Infatti lui dichiara di essersi addormentato nel momento in cui la ragazza moriva. Inoltre al processo immagine la scena della morta, descrivendo lei che sale le scale, richiamata da una voce, e gli occhi pieni di paura quando comprende il proprio destino. Ultimo dettaglio: alla fine del romanzo il dottore si volta pensando di scoprire finalmente la misteriosa presenza e specchia su un vetro della casa.

giovedì 19 maggio 2016

Ritratto di un assassino

Ritratto di un assassino, chi era Jack lo Squartatore?




Titolo: Ritratto di un assassino
Autore: Patricia Cornwell
Anno: 2002
Pagine: 389
Trama: Patricia Cornwell, da sempre interessata al caso di Jack lo Squartatore, il serial killer che nel 1888 uccise brutalmente cinque donne nella nebbia della Londra vittoriana, ricostruisce la morbosa psicologia di una mente criminale e dà nome e volto al colpevole. Sarebbe il pittore impressionista Walter Sickert, inesorabilmente riportato in vita per rispondere dei suoi crimini,prova dopo prova. Il libro è la storia di un'indagine durata anni, che si legge come un romanzo.
Recensione: Il ritratto di quello che, secondo l’autrice, sarebbe stato Jack lo Squartatore: il pittore inglese Walter Sickert, famoso per aver dipinto quadri di donne nude in presenza di uomini vestiti. Il libro si fa leggere, è carino, ben scritto, anche se ci sono alcuni punti un po’ lenti. Sinceramente la Cornwell non mi ha convinto circa la colpevolezza di Sickert, le sue teorie non mi sembrano fondate su solide basi, ma molto astratte, okay, c’è la possibilità che il pittore fosse l’assassino, ma si può esserne davvero così sicuri? Sicuramente quest’uomo aveva dei problemi, ma da qui a identificarlo con lo Squartatore mi sembra un po’ avventato. Restano comunque delle dettagliate descrizioni su come si affrontava un caso d’omicidio a Londra a fine Ottocento e soprattutto sul panico che assalì la città quando Jack, chiunque fosse, iniziò a colpire. Un racconto da leggere per chiunque sia un appassionato di serial killer nella storia.


Voto: 7 e 1/2

giovedì 7 aprile 2016

La verità sul caso Harry Quebert

La verità sul caso Harry Quebert, misteri dal passato

Risultati immagini per il caso harry quebert

Titolo: La verità sul caso Harry Quebert

Autore:Joel Dicker

Anno: 2013

Pagine: 775

Trama: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Ouebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent’anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Recensione: Un mistero che dura da anni.  Da diversi anni è scomparsa nel nulla una ragazza, nessuno sa che fine abbia fatto … fino a quando non viene ritrovato il suo cadavere nel giardino della villa di Harry Quebert, famoso scrittore, e non viene fuori che all’epoca della sparizione della giovane ebbe una relazione con la minorenne. Un giallo che sembra aver trovato una soluzione dopo tutti quegli anni, ma è davvero così? Marcus, allievo di Harry, decide di indagare e scopre che non tutto è come sembra. Una storia di mistero. Il personaggio di Nola non mi è piaciuto, troppo infantile, non sono riuscita a immedesimarmi in lei. E a essere sincera non mi è piaciuto nemmeno Harry, innamorato di una ragazzina che dimostra tutti i suoi quindici anni e anche qualcosa di meno.  Il finale secondo me non convince del tutto, probabilmente il suo scopo è quello di sorprendere, ma più che sorprendermi mi ha trovata parecchio scettica.

Citazione:

"Harry, perché sei sempre così solo?"
Harry scosse la testa; vidi i suoi occhi luccicare.
"Tu vuoi farmi parlare d'amore, Marcus, ma l'amore è complicato. L'amore è molto complicato. E' la cosa più straordinaria e al tempo stesso la peggiore che possa capitare. Un giorno lo scoprirai. L'amore può fare molto male. Questo non significa che si debba avere paura di cadere, e soprattutto di precipitare nella voragine dell'amore, perché l'amore è anche bellissimo ma, come tutto ciò che è bello, abbaglia e fa male agli occhi. E' per questo che spesso, dopo, si finisce per piangere."

Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito.

“Marcus, gli scrittori sono esseri così fragili perché possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.”

Voto: 8

lunedì 4 aprile 2016

Le nebbie di Avalon

Le nebbie di Avalon, la storia di Artù



Titolo: Le nebbie di Avalon

Autore: Marion Zimmer Bradley

Anno: 1993

Pagine: 654

Trama: Vi fu un'epoca in cui le porte tra i mondi fluttuavano con le nebbie e si aprivano al volere del viaggiatore. Di là dal regno del reale si schiudevano allora luoghi segreti e incantati, siti arcani che sfuggivano alle leggi di Natura e si sottraevano al dominio del Tempo, territori favolosi dove le più strane e ammalianti creature parlavano lingue oggi sconosciute, avevano gesti, modi e riti oggi indecifrabili; dove nessuna cosa era identica a se stessa, ma poteva mutarsi ogni istante in un'altra. Con l'andar del tempo, però, "reale" e "immaginario" entrarono in netto contrasto. Allora come oggi, furono le donne a fare da mediatrici. Morgana, Igraine, Viviana conoscevano il modo per far schiudere le nebbie e penetrare nel magico regno di Avalon...
Una lunga cavalcata nei territori popolati da creature misteriose e ammalianti, percorsi da cavalieri solitari, dominati dalla magia e dai suoi riti indecifrabili. 

Recensione: Riuscitissima rivisitazione del mito di re Artù visto principalmente dai punti di vista femminili. Igraine,  sposata a un uomo più vecchio, destinata a sposare Uther Pendragon, il futuro Grande Re, Viviana, Dama del Lago, sacerdotessa della Dea, costretta a chinare il capo davanti al suo volere anche quando non vorrebbe, Morgause, sposata a Lot, intrigante e decisa a raggiungere il trono a qualunque costo, Morgana, innamorata non ricambiata di Lancilotto, ingannata affinché dia un figlio ad Artù, Ginevra, regina paurosa  e immatura,  il personaggio  che mi è piaciuto di meno. Si contrappongono a loro personaggi maschili che mancano di particolare spessore e di carattere, anche Artù alla fin fine si rivela debole, innamorato della sorella e succube dei voleri della moglie,  Lancilotto è incapace di amare veramente, di portare le proprie decisioni fino in fondo, Mordred è rancoroso verso un padre che non ha mai conosciuto e una madre da cui si sente abbandonato. Le vicende di corte s’intrecciano con la magia, con Avalon, che sta sempre più scomparendo nella nebbia, così come tutto ciò che è legato alla religione della Dea, matriarcale, contrapposta a quella di Dio, di cui Artù si fa portavoce, tradendo Avalon e attirandosi così su di sé la vendetta della Dea.  Significativo il finale che fa capire che in fondo nulla è cambiato. Per chiunque ami il mito di Artù e Morgana questo romanzo è imperdibile.




Citazioni:

Se il peccato è il prezzo del legame tra noi, vita dopo vita, allora peccherò con gioia per ritornare sempre a te, mia amata!

PARLA MORGANA: Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma credo che saranno i cristiani a narrare l'ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l'avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell'umanità?

Qualunque sia l'esito di questo giorno, non conoscerò più un istante di felicità, perché uno di coloro che amo deve morire...

Giaceva con i capelli incrostati di sangue, il mio Gwydion, il mio amante... e ai suoi piedi giaceva morto l'altro Gwydion, mio figlio, il figlio che non avevo mai conosciuto. Mi chinai e gli coprii il viso con il mio velo. Era la fine di un'era. In passato, il cervo giovane aveva abbattuto il Re Cervo ed era diventato Re Cervo al suo posto; ma i cervi erano stati sterminati, e il Re aveva ucciso il cervo giovane, e dopo di lui non vi sarebbe stato nessuno...
E anche il Re Cervo doveva morire.

Voto: 10

giovedì 31 marzo 2016

Joyland

Joyland, orrore al luna park



Titolo: Joyland

Autore: Stephen King

Anno: 2013

Pagine: 351

Trama: Estate 1973, Heaven's Bay, Carolina del Nord. Devin Jones, squattrinato studente universitario, decide durante le vacanze di accettare un lavoro in un luna park. Appena arrivato nel parco divertimenti, popolato da strani personaggi, Dev scopre che il luogo nasconde un macabro segreto: nella Casa degli Orrori si aggira infatti il fantasma di una donna uccisa quattro anni prima in modo decisamente macabro. Per guadagnarsi il magro stipendio, il ragazzo non dovrà soltanto intrattenere i bambini con il suo costume da mascotte, ma anche combattere il male che minaccia Heaven's Bay. E difendere la ragazza della quale nel frattempo si è innamorato.

Recensione: Un thriller carino, ambientato in un luna park in cui anni prima è stato consumato l’omicida di una donna, il cui assassino non è mai stato catturato. Dev, studente universitario che durante il periodo estivo lavora nel luna park come mascotte, si ritrova a indagare su ciò che è successo anni prima e a scoprire che in realtà l’assassino non se n’è mai andato. La storia è abbastanza intrigante, un po’ sottotono rispetto ad altre storie di questo autore, ma comunque affascinante, da leggere in un pomeriggio noioso, un romanzo che si fa leggere senza difficoltà. Il finale è in parte prevedibile, amaro.

Citazioni:

Per ricordare a me stesso che la nostra esistenza non è sempre un gioco da spennapolli. Talvolta i premi sono reali. Talvolta hanno un valore immenso.

Il bello è che, gratta, gratta, sotto un bullo troverai sempre un codardo.

Mio padre mi aveva dimostrato con la solidità dei fatti che se un uomo vuole essere padrone della propria vita, deve cavarsi dagli impicci senza l'aiuto altrui.

Era senza trucco. Non ne aveva bisogno. Le bastava il bagliore della luna.

Quando c'è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri.

Il passare del tempo aggiunge falsi ricordi, modificando quelli veri.

Voto: 8