Poesia di Edgar Allan Poe che mette in
evidenza la tragica condizione dell’essere umano, attore di una tragedia che ha
una sola possibile fine: la morte. Spettatori di questa tragedia sono niente meno
che gli angeli, figure ricorrenti nelle opere di Poe, che qui assistono alle
vite umane come se fossero a teatro e non possono fare a meno di piangere davanti
alla miseria umana. Insieme all’uomo sono presenti anche alcune condizioni dell’animo,
come Affanno, Peccato e Pazzia, destinate ad avere un proprio ruolo nella
tragedia. Il vero protagonista però, l’unico eroe, è il Verme Conquistatore
destinato a essere l’unico sopravvissuto in un panorama di morti. Infine sul
teatro cala un sipario simile a un velo funebre. La poesia si trova all’interno
del racconto Ligeia, in cui la donna si trova in disaccordo con la poesia
sostenendo che si possa resistere alla porte con la forza di volontà.
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lunedì 29 febbraio 2016
Il verme conquistatore
Il verme conquistatore, la fragilità umana

lunedì 21 dicembre 2015
Il solstizio d'inverno
Il solstizio d'inverno, la notte più lunga dell'anno


Oggi è
il solstizio d’inverno, giorno più breve dell’anno, inizio dell’inverno, da
tempo immemore festa celebrata in tutto il mondo. Da oggi fino al 25 dicembre
le giornate saranno brevi, seguite da lunghe notti, poi il 25 il sole ricomincerà
a guadagnare terreno e scaccerà la notte, proprio per questo motivo fu scelto
questo come giorno per celebrare il Natale. Nella tradizione nordica è chiamato
Yule. L’etimologia di questo termine non è chiara. Per alcuni deriverebbe dal
norreno Hjól ("ruota"), con riferimento al fatto che il tempo
è una ruota e durante il solstizio d’inverno si troverebbe nel punto più basso
per poi ricominciare a risalire. In lingua scandinava Jul significa sia Yule
sia Natale. Gli antichi romani festeggiavano il solstizio nella festa dei
Saturnalia che duravano dal 19 dicembre fino al 25 ed erano giorni di gioia e
speranza, di rinascita. A conoscenza di questa ricorrenza sarebbero stati anche
i Maya e gli Inca. Nell’antica Persia si celebrava con degli inni, mentre ad
Alessandria d’Egitto era legata alla festa di Horus. Gli antichi germani
durante questo periodo festeggiavano il dio Odino che secondo la leggenda in
queste notti percorreva la Terra con la sua corte durante una Caccia Selvaggia.
Deriverebbe proprio dall’origine
celtica di questa festa l’importanza che hanno il vischio, l’agrifoglio e l’abete
nel periodo natalizio. Il primo era sacro ai Druidi, mentre il secondo e il
terzo rappresenterebbero la persistenza della vita nel freddo e nell’oscurità
dell’inverno. L’usanza di baciarsi sotto il vischio deriva proprio dal fatto
che questa piantina veniva attaccata all’ingresso delle case dei celti e quando
entravano gli ospiti questi si abbracciavano sotto di esso per attirare la
fortuna.
Buon solstizio d’inverno.
lunedì 7 dicembre 2015
Intervista col vampiro
Intervista col vampiro, vita di un vampiro

Titolo: Intervista col vampiro
Autore: Anne Rice
Anno: 1976
Pagine: 364
Trama: Romanzo horror, romanzo gotico, romanzo storico e
filosofico, "Intervista col vampiro" ha segnato l'inizio di una delle
saghe narrative di maggior successo mondiale degli ultimi anni. Con il suo
capolavoro, Anne Rice ha ricreato il mito notturno del vampiro, trasformandolo
in una figura oscuramente luminosa capace di incarnare, e di raccontare, i
mali, le paure, le angosce di noi contemporanei.
Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film, diretto da Neil Jordan e interpretato da Tom Cruise, Brad Pitt e Antonio Banderas.
Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film, diretto da Neil Jordan e interpretato da Tom Cruise, Brad Pitt e Antonio Banderas.
Recensione: Primo volume delle Cronache dei vampiri,
incentrato sul personaggio di Louis, vampiro ultra centenario, che racconta al
giovane Daniel, giornalista ambizioso, la sua storia, prima mortale tormentato
dalla morte dell’amato fratello, in seguito vampiro legato da un sentimento di
odio- amore al suo creatore Lestat. Il vampiro di Anne Rice è un vampiro umano
eppure spaventoso, un vampiro che ha le nostre paure e i nostri sentimenti, ma
che è capace di azioni spaventose. Louis, prototipo del poeta romantico, un po’
noioso, si troverà inghiottito in un vortice in cui gli sarà difficile non
farsi trascinare. Indimenticabile Lestat, vero protagonista delle Cronache dei
vampiri, personaggio ambiguo, il cui potenziale però in questo romanzo rimane in
parte inespresso. Molto triste invece è Claudia, bambina trasformata in
vampira, essere contro natura, innamorata di Louis e rabbiosa con il mondo
perché lei non potrà mai diventare donna. Infine Armand, a capo del Teatro dei
Vampiri, eterno adolescente, insoddisfatto e malinconico. Un bel romanzo
horror, con vampiri veramente degni di tale nome.
Citazioni:
Il vampiro era perfettamente candido e levigato, come
scolpito nell'avorio, e il suo viso appariva esanime come una statua, a
eccezione di quegli occhi verdi, ardenti come fiamme in un teschio, che scrutavano
intensamente il ragazzo. Ma poi il vampiro sorrise con un velo di malinconia e
la liscia massa bianca del suo volto si mosse ridisegnandosi con i tratti
infinitamente flessibili e essenziali di un cartone animato.
Un monumento non ti dice che questo o quell'altro uomo è
passato di lì, ma che ciò che ha provato in un punto del tempo e dello spazio
continua.
Voto: 8
Etichette:
Horror,
Recensione,
Romanzo,
Storia
giovedì 19 novembre 2015
La casa degli spiriti
La casa degli spiriti, storia di una famiglia
Titolo: La casa degli spiriti
Autore: Isabel Allende
Anno: 1987
Pagine: 368
Trama: Una saga familiare del nostro secolo in cui si
rispecchiano la storia e il destino di tutto un popolo. Un grande affresco che
per fascino ed emozione può ricordare al lettore, nell’ambito della narrativa
sudamericana, soltanto Cent’anni di solitudine di Garcia Marquez.
Recensione: Storia di una famiglia, storia di generazioni
che si susseguono senza in realtà cambiare. La storia si apre su una famiglia
cilena di belle speranze, il padre impegnato in politica, la bellissima figlia
Rosa, sirena dai capelli verdi, in procinto di sposarsi con Esteban, uomo
ambizioso che cerca di sistemare i vecchi terreni del padre per essere all’altezza
di quel matrimonio, la piccola Clara che trova il suo più grande amico in un enorme
cane nero venuto dal mare insieme a un libro di storie. Poi un tragico evento
cambierà le carte in tavola e il destino prenderà una piega imprevista, così ci
troviamo a seguire la storia prima di Clara, figura eterea, che dopo anni di
mutismo finalmente parla per annunciare il proprio futuro sposo e poi dei suoi
figli: la ribelle Bianca, in lotta con il padre per restare con l’uomo che ama,
e i gemelli, James e Nicolas, diversissimi tra loro, il primo dedito alla
medicina e all’altruismo, il secondo colpito dallo stesso misticismo di cui
soffre la madre. Personaggio di grande rilievo è anche Esteban, dolorosamente
innamorato della moglie, che però non riesce a esprimere a pieno i propri
sentimenti e si lascia trascinare dall’ira in diverse situazioni, arrivando anche
ad allontanare la sorella quando scopre che questa nutre un amore platonico per
la propria consorte. In questo romanzo realtà e fantasia si confondono e riesce
quasi impossibile distinguere gli eventi reali da quelli fantastici. Così Clara
ha il dono della preveggenza e sua nipote Alba erediterà i capelli verdi della
zia Rosa, che su di lei sembreranno più che altro un errore di tinta. Ma alla
fine bisognerà fare i conti con la realtà e con una colpa giovanile di Esteban
che infliggerà tremendi tormenti alla povera Alba. Ho adorato questo romanzo,
questa storia familiare. Sullo sfondo le vicende del Cile sconvolto dalle
rivolte.
Citazioni:
Fu una lunga notte, forse la più lunga della mia vita. La
trascorsi seduto accanto alla tomba di Rosa, parlando con lei, accompagnandola
nella prima parte del suo viaggio verso l'Aldilà, quando è più difficile
staccarsi dalla terra e si ha bisogno dell'amore di chi rimane vivo, per
andarsene almeno con la consolazione di avere seminato qualcosa nel cuore
altrui.
Ogni tanto ho la sensazione che questo l’ho già vissuto e
che ho già scritto queste stesse parole, ma capisco che non sono io, bensì
un’altra donna, che aveva preso appunti sui quaderni affinché io me ne
servissi. Scrivo, lei ha scritto, che la memoria è fragile e il corso di una
vita è molto breve e tutto avviene così in fretta, che non riusciamo a vedere
il rapporto tra gli eventi, non possiamo misurare le conseguenze delle azioni,
crediamo nella finzione del tempo, nel presente, nel passato, nel futuro, ma
può anche darsi che tutto si succeda simultaneamente, come dicevano le tre
sorelle Mora, che erano capaci di vedere nello spazio gli spiriti di ogni
epoca. Per questo mia nonna Clara scriveva nei suoi quaderni, per vedere le
cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria. E adesso
io cerco il mio odio e non riesco a trovarlo. […] Voglio limitarmi a pensare
che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l’odio […]
Attraverso lo stretto spazio che le separava, prendeva la
mano di sua figlia e le raccontava le storie dei libri magici dei Bauli
incantati del prozio Marcos, ma che al sua cattiva memoria trasformava in nuovi
racconti. Così Alba venne a conoscenza di un principe che aveva dormito
cent'anni, di damigelle che lottavano corpo a corpo con i draghi, di un lupo
perduto nel bosco al quale una bambina aprì la pancia senza motivo.
Voto: 10
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