giovedì 11 febbraio 2016

Cos'è successo a Ellen?

Cos'è successo a Ellen? Il passato che ritorna



Titolo: Cos’è successo a Ellen?

Autore: Louise Douglas

Pagine: 385

Anno: 2012

Trama: Si può davvero sfuggire al proprio passato? Hannah ci ha provato, ma tutto, prima o poi, ritorna... Dopo una giovinezza costellata di difficoltà, Hannah è riuscita a costruirsi una vita serena e lavora come archeologa al museo di Bristol. Tutto sembra però crollare quando si ritrova davanti il volto di Ellen, la più cara amica della sua infanzia - più che una sorella per lei che non vedeva dal giorno del suo diciottesimo compleanno, ben venticinque anni prima. Perché Ellen è morta da tanto tempo. Così, almeno, le avevano detto... Hannah teme di essere preda di allucinazioni, ma quando il viso dell'amica le appare più volte in diverse situazioni, si convince che Ellen deve essere viva. E che la sta seguendo. Cosa le è successo veramente? E cosa vuole da lei? Nel tentativo di trovare pace, Hannah torna in Cornovaglia, nei luoghi in cui lei ed Ellen sono state bambine e adolescenti, e dove insieme a Jago, il fratello adottivo di Hannah e fidanzato di Ellen, hanno scoperto la difficoltà di vivere e la forza dirompente dell'amore.

Recensione: Un mistery grazioso che affronta un tema in  realtà non innovativo: la morte di una giovane ragazza e le indagini di un’amica ora cresciuta. Il legame tra Hannah èd Ellen è un legame d’amore e d’odio, un’amicizia tra due persone molto diverse, timida e goffa Hannah, disinvolta e seducente Ellen, legata da un affetto morboso al padre, un’amicizia che si è interrotta bruscamente molti anni prima. E poco dopo la partenza di Hannah Ellen è morta, o almeno così le hanno detto. E non ne ha mai dubitato , fino a quando non vede Ellen al museo in cui lavora. Cos’è successo venticinque anni prima? Ed Hannah decide di tornare nel paese dove è cresciuta, dove ha vissuto la sua amicizia con Ellen, dove ha dovuto assistere all’amore tra sua amica e Iago, suo fratello adottivo e forse qualcosa di più per lei. Ho avuto l’impressione che Hannah non aspettasse altro che un pretesto per tornare dove Ellen è morta. Hannah è succube di Ellen, senza di lei non può esistere, anche ora che Ellen è scomparsa dalla sua vita, lei la fa comunque rivivere nella sua mente. Non so, questo libro aveva delle potenzialità che secondo me non sono state sfruttate appieno. Non mi è piaciuta Ellen. Non mi è piaciuta Hannah e nemmeno Iago. La storia di per sé non è male, solo che poteva essere gestita in maniera diversa.

Voto: 7

lunedì 8 febbraio 2016

Il grande Gatsby

Il grande Gatsby, il passato che non può tornare



Titolo: Il grande Gatsby

Autore:  Francis Scott Fitzgerald 

Anno: 1925

Pagine: 272

Trama: Chi è il misterioso e ricchissimo vicino di casa di Nick Carraway, a West Egg? E perché passa tanto tempo a fissare quella piccola luce verde che brilla su uno dei moli dell'altra sponda della baia? Il filo conduttore del capolavoro di Francis Scott Fitzgerald è il sogno impossibile cullato da Jay Gatsby. L'ambizioso giovanotto, che ha saputo conquistarsi con tutti i mezzi, leciti e no, prestigio, ricchezza e rispettabilità, vuol far rivivere l'amore fiorito un tempo tra lui e Daisy che un giorno lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle grandi famiglie americane. Ma i sogni più sono belli e meno hanno la possibilità di avverarsi. E Jay Gatsby non solo non riuscirà a strappare Daisy a Buchanan, pur gettando sulla bilancia tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma finirà addirittura col cadere, vittima innocente, sotto i colpi di un marito tradito messo sulle sue tracce, per vendetta, dal perfido rivale. Al di là dei riferimenti autobiografici, "Il Grande Gatsby" è sopratutto il ritratto di un epoca in cui il mondo dei contrabbandieri di alcolici si mescolava allegramente con quello dei banchieri e delle 'flappers' dei "Roaring Twenties", in attesa che la Grande Crisi seppellisse tutto sotto le macerie dell'"American Dream".
 
Recensione:  Storia di un amore che non si riesce proprio a dimenticare. Gatsby è ricco, vive in una bella villa e ogni notte organizza una festa, all’apparenza un uomo felice, ma la felicità non si basa sulle cose materiali, la felicità si compone di tante cose e Gatsby ha un grande rimpianto: Daisy, la ragazza che amava quando ancora non era ricco e che non ha sposato proprio perché non aveva soldi. Ora Daisy è sposata e ha una figlia. Gatsby invece ha solo i soldi e un grande amore. E vuole riprendersi Daisy, per questo ha acquistato una villa dalla quale si possa vedere quella di lei. Una storia sull’amore che non muore mai all’apparenza. In realtà è molto più complesso, qui non si parla solo di amore, ma di passato, di giovinezza, di ciò che è stato e che non può più tornare, perché non si può comprare il passato e tantomeno l’amore. Romanzo bellissimo che resta nel cuore, perfetto, cinico. Gatsby è l’unico personaggio all’apparenza sincero di tutto il romanzo, nonostante il suo passato criminale, è l’unico che ha dei veri sentimenti e che tiene a questi. Mi è venuto un dubbio però, una volta terminato il libro. E se Gatsby desiderasse Daisy non per amore ma perché è l’unica cosa che non ha potuto avere? Una rivincita su un passato per lui infelice?  Non avendo prove a favore di questa mia teoria preferisco credere che in realtà Gatsby sia l’unico cuore puro in un mondo di egoisti. Gli altri personaggi invece sono falsi, incapaci di provare veri sentimenti, ipocriti. Odiosa Daisy, detestabile, priva di scrupoli, incapace di provare amore oggi come ieri.  Ho letto questo libro in due giorni, l’ho divorato. Il finale è tristissimo, ma a ben pensarci non c’è altra possibile conclusione per Gatsby, solo nonostante sia circondato da tante persone e infelice nonostante la sua ricchezza.

Citazioni:

Perfino in quel pomeriggio dovevano esserci stati momenti in cui Daisy non era riuscita a stare all'altezza del sogno, non per colpa sua, ma a causa della vitalità colossale dell'illusione di lui che andava al di là di Daisy, di qualunque cosa. Gatsby vi si era gettato con passione creatrice, continuando ad accrescerla, ornandola di ogni piuma vivace che il vento gli sospingesse a portata di mano. Non c'è fuoco nè gelo tali da sfidare ciò che un uomo può accumulare nel proprio cuore solitario.

La verità è che Jay Gatsby di West Egg, Long Island, era scaturito da una concezione platonica di se stesso.
La notte, nel letto, lo perseguitavano le ambizioni più grottesche e fantastiche, il cervello gli tesseva un universo di sfarzo indicibile, mentre l'orologio ticchettava sul lavabo e la luna gli intrideva di luce umida gli abiti sparsi alla rinfusa sul pavimento. Ogni notte alimentava le sue fantasie finché la sonnolenza si abbatteva con un abbraccio dimentico su qualche scena vivace. Per un certo periodo queste fantasticherie gli procurarono uno sfogo all'immaginazione; erano un'intuizione confortante dell'irrealtà della realtà, una promessa che la roccaforte del mondo era saldamente basata sull'ala di una fiaba.

Non si può ripetere il passato.

Sono contenta che sia una bambina.
E spero che sia stupida: è la miglior cosa che una donna possa essere in questo mondo, una bella piccola stupida.

Voto: 10

giovedì 4 febbraio 2016

Il suggeritore

Il suggeritore, il serial killer subliminale



Titolo: Il suggeritore

Autore: Donato Carrisi

Anno: 2009

Pagine: 462

Trama: Qualcosa di sconvolgente è successo, qualcosa che richiede tutta l’abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte sembianze, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. È un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarà con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e il dottor Gavila. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo...

Recensione: Primo romanzo che vede come protagonista la poliziotta Mila Vasquez, specializzata nel ritrovare persone scomparse. Questo romanzo chiarisce molti dubbi che mi erano venuti leggendo L’ipotesi del male, che si colloca come sequel di questo libro. All’inizio sembra la classica storia di un serial killer che ha rapito cinque bambine delle quali fa trovare un braccio sepolto accanto al cimitero. Il giallo s’infittisce subito: se le bambine sono cinque di chi è il sesto braccio ritrovato? Per rispondere a questo interrogativo viene chiamata Mila che fin da subito si trova in difficoltà, le sfugge qualcosa, non riesce a capire a chi appartenga quel sesto braccio. Quando il primo cadavere viene ritrovato però le cose diventano ancora più complicate, perché, a quanto pare, il serial killer, chiamato dalla squadra investigativa Albert, ha qualcosa da dire e lo fa posizionando i corpi delle vittime in luoghi non casuali. Non voglio anticiparvi altro, altrimenti vi rovinerei una trama originale, una storia che sembra una matrioska, piena di storie più piccole. Ci sono tanti riferimenti alla criminologia, ai serial killer e alla medicina legale. Bei personaggi, forse qui Mila mi è piaciuta un po’ di più rispetto al secondo. Bello il personaggio di Gavilla, tormentato dal suo passato. Semplicemente da leggere.

Citazioni:

Il buio ci chiama, ci seduce con la sua vertigine. Ed è difficile resistere alla tentazione...

Una volta ho sentito qualcuno dire che il male può essere sempre dimostrato. Il bene mai. Perché il male lascia tracce di sé al suo passaggio. Mentre il bene lo si può solo testimoniare.

Perché é dal buio che vengo. Ed é al buio che ogni tanto devo ritornare.

C' è una ragione per cui i pony piacciono tanto ai bambini. Perché non crescono mai, rimanendo immortalati nell' incantesimo dell' infanzia. Una condizione invidiabile.

Voto: 10

lunedì 1 febbraio 2016

Il signore delle mosche

Il signore delle mosche, da dove nasce il male



Titolo: Il signore delle mosche

Autore:  William Golding

Pagine: 239

Anno: 1954

Trama: Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto ed il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana.

Recensione: Il signore delle mosche è un romanzo sulla natura dell’uomo e sul male. La domanda su cui si basa tutta la storia è: il male è un prodotto della società o fa parte della natura dell’uomo? Il libro parla di un gruppo di ragazzi, sopravvissuti a un incidente aereo, che si trovano da soli su un’isola deserta e cercano di creare una società come quella degli adulti. Ragazzi normali, studenti modello, che diventano mostri. Sì, perché non si può descrivere in altri modi quello che fanno questi ragazzi che cadono preda all’irrazionalità e alla crudeltà, arrivando a venerare una testa di maiale, il signore delle mosche, nome che trova corrispondenza anche nella mitologia a una creatura demoniaca. Mi è tornato in mente una nozione che ho studiato in filosofia: il contratto sociale di Hobbes. Secondo il filosofo prima che l’uomo firmasse il contratto sociale gli uomini vivevano in uno stato naturale crudele, in cui i forti sottomettevano i deboli. Questo è ciò che succede sull’isola. La lotta tra ragione e superstizione è incarnata da Ralph, unico personaggio che sembra legato al mondo degli adulti, e Jack, che si abbandona all’istinto. Io ho fatto il tifo per Ralph per tutto il romanzo. Intorno a questi due personaggi si trovano gli altri ragazzi, Piggy, fin da subito designato come vittima sacrificale, rappresentante del sapere del mondo adulto, Simon, probabilmente epilettico, profeta, Ruggero, braccio destro di Jack, crudele e selvaggio, i gemelli Eric e Sam, legatissimi, quasi un’unica persona. Un romanzo che lascia un segno. Il finale secondo me vuole lasciare un po’ di speranza al lettore, anche se a ben vedere c’è ben poco in cui sperare, perché quello che succede sull’isola è semplicemente disumano.

Citazioni:

L'uomo produce il male come le api producono il miele.

Le più grandi idee sono le più semplici.

Da una parte c'era il mondo brillante della caccia, della tattica, dei giochi feroci e pieni di destrezza; dall'altra il mondo del senso comune, con le sue aspirazioni e con le sue delusioni.

Voto: 10

giovedì 28 gennaio 2016

L'ipotesi del male

L'ipotesi del male, quando gli scomparsi ritornano



Titolo: L’ipotesi del male

Autore: Donato Carrisi

Pagine: 420

Anno: 2013

Trama: C'è una sensazione che tutti, prima o poi, abbiamo provato nella vita: il desiderio di sparire. Di fuggire da tutto. Di lasciarci ogni cosa alle spalle. Ma per alcuni non è solo un pensiero passeggero. Diviene un'ossessione che li divora e li inghiotte. Queste persone spariscono nel buio. Nessuno sa perché. Mila Vasquez invece è circondata dai loro sguardi. Ogni volta che mette piede nell'ufficio persone scomparse dove lavora, centinaia di occhi la fissano dalle pareti della stanza dei passi perduti, ricoperte di fotografie. Per lei, è impossibile dimenticare chi è svanito nel nulla. Forse per questo Mila è la migliore in ciò che fa: dare la caccia a quelli che il mondo ha dimenticato. Ma se d'improvviso alcuni scomparsi tornassero con intenzioni oscure? Sembrano identici a prima, questi scomparsi, ma il male li ha cambiati. Alla domanda su chi li ha presi, se ne aggiungono altre. Dove sono stati tutto questo tempo? E perché sono tornati?

Recensione: Ho scoperto soltanto durante la lettura del romanzo che in realtà questo è il secondo di una serie dedicata alla poliziotta Mila Vasquez. Ho intenzione di leggere al più presto il primo “Il Suggeritore”, ma ora parliamo di questo thriller. Mila Vasquez è una poliziotta specializzata nel ritrovamento delle persone scomparse ed è anche molto brava nel suo lavoro. Segnata da un’indagine precedente, si è rinchiusa nel Limbo, un reparto speciale che si occupa solo di persone scomparse e che non ha nessuno possibile sbocco per la sua carriera e questo le va bene, fino a quando l’ispettore Boris, sua vecchia conoscenza, non le chiede una mano. Perché uno dei suoi scomparsi è tornato dopo diciassette anni e ha fatto una strage. Mila si reca sul posto, ma quello che sembra un caso eccezionale si rivela essere solo l’inizio di una serie di eventi, perché gli scomparsi stanno tornando e uccidono. Mila dovrà confrontarsi con una realtà che ha avuto inizio molto tempo prima e per cercare una soluzione dovrà fidarsi di Simon, agente speciale reietto, coinvolto con le indagini di vent’anni prima.  Un romanzo che mi ha tenuta incollata alle pagine. Il personaggio di Simon mi è piaciuto tantissimo. Non posso dire lo stesso di Mila, non perché non sia ben descritta, ma perché non sono proprio riuscita a immedesimarmi in lei. La storia è molto bella e il finale mi è piaciuto anche se è evidente che ci sarà un seguito visto che alcune domande restano senza risposta. Consigliato a chiunque ami i thriller.

Citazioni:

Per quanto lontano si possa fuggire, la casa è il luogo che ci segue ovunque andiamo. Possiamo cambiare spesso dimora, ma ce n'è sempre una a cui rimaniamo legati.

Quando rischi di perdere solo qualcosa, non riesci mai a fartene una ragione. Quando invece puoi perdere tutto, ti accorgi che in realtà non hai nulla da perdere.

Il bene di alcuni coincide sempre con il male di altri, ma è valido anche il contrario.

Voto: 10