giovedì 12 novembre 2015

La chimica della morte

La chimica della morte, analisi di un cadavere


Titolo: La chimica della morte

Autore: Simon Becket

Anno: 2006

Pagine: 442

Trama: In un paesino isolato alla periferia londinese, iniziano a susseguirsi efferati omicidi. L'assassino non si limita a torturare e uccidere le sue vittime - tutte donne - ma le "trasforma" secondo la fantasia della sua mente malata: sulla schiena di una attacca ali di cigno, nel ventre di un'altra infila conigli... Deve trattarsi evidentemente di uno psicopatico, e nel paese si diffondono panico e sospetto. È il dottor David Hunter, assistente del medico condotto locale ed ex autorità mondiale in fatto di analisi dei cadaveri, a indagare sul caso. La verità di cui verrà a capo sarà spiazzante:il colpevole non è un imbarazzante demente, ma una persona del tutto insospettabile.

Recensione: Un romanzo per tutti gli appassionati dei medical thriller. La storia si ambienta in un paese inglese, protagonista è David Hunter, medico generico, in realtà esperto di decomposizione dal tragico passato, che viene interpellato dalla polizia locale per risolvere il caso di una giovane donna uccisa brutalmente. E mentre il panico dilaga David dovrà affrontare i propri fantasmi e combattere contro i sospetti degli abitanti del paese che lo considerano un possibile colpevole. Chi è l’assassino? E soprattutto: è uno degli abitanti di quel piccolo paesino in cui tutti si conosco? Il finale è abbastanza prevedibile, ma la lettura in sé è molto piacevole, particolare attenzione viene data alla parte riguardante l’analisi dei cadaveri. Resterete incollati alle pagine in attesa di scoprire come questa storia finirà. Una curiosità: in realtà questo è il primo romanzo di una serie dedicata a David Hunter e alle sue indagini, ma resta comunque un libro autoconclusivo.

Voto: 8

lunedì 9 novembre 2015

Il deserto dei Tartari

Il deserto dei Tartari, storia di un'attesa


Titolo: Il deserto dei Tartari

Autore:Dino Buzzati

Anno: 1940

Pagine: 234

Trama: Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c'è il deserto da cui si attende un'invasione dei tartari. Ma l'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni di guardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l'inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'evento tanto aspettato: i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.

Recensione: Un romanzo sull’attesa e su come una vita possa passare in un attimo. In realtà in questa storia succede ben poco per non dire nulla. Il protagonista, il giovane Giovanni Drogo, parte di malavoglia per la fortezza Bastiani, luogo che dovrebbe proteggere il Paese dai leggendari Tartari, popolazione del Nord che ormai da molto tempo  non da più segni di vita.  Ma lentamente Giovanni si troverà risucchiato dalle dinamiche di questo luogo, dalla ripetizione, dalla quotidianità, così tanto da non volere più andare via, desideroso di affrontare gli invasori. L’idea del romanzo nasce proprio dalla ripetitività del lavoro dell’autore. E ogni accadimento oltre la Fortezza, ogni minimo indizio che possa suggerire che i Tartari stiano per attaccare crea agitazione tra i soldati. Drogo è solo, ha scelto una vita solitaria, ha rinunciato all’amore, all’amicizia, alla vita, forse lo ha fatto per vigliaccheria perché è più semplice nascondersi dietro rituali ripetitivi piuttosto che affrontare i pericoli del mondo e i suoi imprevisti. Drogo ha deciso di attendere e nemmeno quando durante le licenze ritorna a casa si trova per davvero a casa, qualcosa è cambiato mentre lui non c’era, il mondo è andato avanti, mentre lui è rimasto fermo, o meglio è rimasto fermo il suo spirito mentre il suo corpo ha continuato a invecchiare. Drogo ha subito l’influsso della Fortezza Bastiani e quando infine potrebbe raccogliere il frutto delle sue rinunce non è più in salute per farlo. Bellissimo romanzo, non adatto a chi vuole molta azione in quanto statico.

Citazioni:

A poco a poco la fiducia si affievoliva. Difficile è credere in una cosa quando si è soli, e non se ne può parlare con alcuno. Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto possano volersi bene, rimangano sempre lontani; che se uno soffre, il dolore è completamente suo, nessun altro può prenderne su di sé una minima parte; che se uno soffre, gli altri per questo non sentono male, anche se l'amore è grande, e questo provoca la solitudine della vita.

Che triste sbaglio , penso' Drogo, forse tutto e' così, crediamo che attorno ci siano creature simili a noi e invece non c'è che gelo, pietre che parlano una lingua straniera, stiamo per salutare l'amico ma il braccio ricade inerte, il sorriso si spegne, perché ci accorgiamo di essere completamente soli.

Pure se gli avessero detto: sempre così fino che vivi, tutto uguale fino in fondo, anche lui si sarebbe svegliato. Impossibile, avrebbe detto. Qualche cosa di diverso dovrà pur venire, qualche cosa di veramente degno, da poter dire: adesso, anche se è finita, pazienza.

Voto: 10

giovedì 5 novembre 2015

Io non ti conosco

Io non ti conosco, il passato non muore mai


Titolo: Io non ti conosco

Autore: S. J. Watson

Anno: 2015

Pagine: 447

Trama: Da quando sua sorella Kate è morta, aggredita a Parigi da uno sconosciuto, la vita di Julia Plummer non è più la stessa: la stabilità che si era conquistata è in pericolo, e lei sente il richiamo del suo vecchio insidioso nemico, l'alcol. L'unica persona con cui Julia può parlare di Kate è Anna, la coinquilina di Parigi, la persona che forse conosceva Kate meglio di tutti. È lei a confidarle una cosa che nessuno sa: Kate si divertiva a vivere mille vite. Andava on-line fingendosi una persona diversa ogni volta, conosceva uomini, li incontrava. Così, Julia non resiste alla tentazione e, usando le credenziali della sorella, decide di provarci anche lei, e vivere per una volta la vita, almeno quella virtuale, di Kate, per capire cosa può esserle successo. È così che, protetta dal nome falso di Jayne, Julia contatta Lukas, uno degli ultimi amanti di sua sorella. All'inizio, lo tratta con sospetto, poi pian piano tra i due nasce qualcosa che Julia scambia per amore. Finché, quando Lukas comincia a cambiare, Julia sarà costretta a domandarsi se le mani che adesso la toccano, con dolcezza ma anche con violenza, non siano le stesse che hanno fatto del male a sua sorella.

Recensione: Un romanzo avvincente, un thriller da leggere tutto d’un fiato. Il filo conduttore della storia è piuttosto banale: una morte misteriosa, la voglia d’indagare per avere giustizia, l’incontro con un uomo che non è quello che sembra. La storia è ben strutturata e ogni dettaglio che all’inizio può sembrare insignificante alla fine va al suo posto come il pezzo di un puzzle. Sinceramente la protagonista, Julia, mi è sembrata una donna annoiata, che più che per indagare sulla morte della sorella inizia a chattare per cercare un diversivo. Grande importanza riveste il passato, un passato che in realtà non muore mai, ma che è sempre alla ricerca di vendetta. Un po’ deludente il finale che resta aperto. Per chiunque cerchi un romanzo adrenalinico.

Voto: 8

lunedì 2 novembre 2015

Nei luoghi oscuri

Nei luoghi oscuri, un viaggio all'interno dell'animo umano


Titolo: Nei luoghi oscuri

Autore: Flynn Gillian

Anno: 2010

Pagine: 440

Trama:  Libby aveva sette anni quando la madre e le sorelle furono uccise in un rito satanico. Fu lei ad accusare suo fratello Ben di essere l'autore della strage. Ventiquattro anni dopo, Ben è in carcere e Libby viene rintracciata dal Kill Club, una società segreta di "feticisti del crimine" i cui soci sono convinti dell'innocenza di Ben. La donna accetterà di scavare nel proprio passato, ma ciò che la attende sono ricordi bui e sconvolgenti, che lentamente riaffiorano nella sua mente, e un presente denso di minacce.

Recensione: Ho deciso di recensire questo romanzo perché proprio in questi giorni  è uscito il film al cinema. Cosa dire? Emozionante, l’analisi di una famiglia infelice. Libby ha testimoniato contro il fratello nel processo per la morte della madre e delle sorelle, ma in realtà non è sicura che sia davvero stato lui, semplicemente è più facile pensare che si stato suo fratello, che lei sia solo una vittima innocente. Libby però in fondo non è mai cresciuta, è rimasta la bambina che era quando la sua famiglia è stata distrutta, è irresponsabile e solitaria oltre ad avere un disperato bisogno di soldi. Proprio questo la spingerà ad accettare l’offerta di indagare sul proprio passato, ad esplorare quelli che lei chiama i “Luoghi oscuri”. E così la donna si troverà invischiata in un passato in cui nulla è quello che sembra, in cui nessuno è completamente privo di colpe. Un thriller da leggere tutto d’un fiato. Il personaggio di Libby inizialmente non mi è piaciuto molto, ma alla fine l’ho rivalutato. Il finale è in parte prevedibile, ma nel complesso la storia è ben scritta e adrenalinica, un romanzo per entrare nei luoghi oscuri dell’anima.

Citazioni:

“L’immagine non era del tutto completa. Ben aveva deliberatamente omesso un dettaglio inquietante, aveva completamente cancellato certe realtà. Non era un buon segno. Significava che si trattava solo di un sogno a occhi aperti. Lui era un povero sfigato, che non si sarebbe potuto permettere neanche un merdoso appartamento a Winchita. Non avrebbe potuto avere nemmeno una casa minuscola come quella. Si sentì assalire dalla familiare ondata di bile. La sua vita sarebbe stata una sfilza ininterrotta di rinunce e rifiuti.
“Annientamento”.
Vide di nuovo asce, pistole, corpi insanguinati riversi al suolo. Urla che lasciavano il posto a gemiti e sussulti. Desiderò che il sangue sulla fronte non si arrestasse mai.”

Voto: 8

sabato 31 ottobre 2015

Speciale Halloween: Festeggiare Halloween in epoca vittoriana

FESTEGGIARE HALLOWEEN IN EPOCA VITTORIANA



Durante il periodo vittoriano i festeggiamenti  di Halloween erano molto diffusi tra i ceti più elevati. Le dame si mascheravano e le case venivano addobbate. Si organizzavano anche giochi e riti divinatori, un chiaro richiamo all’origine magica di Halloween. Per chiunque voglia rievocare la festa più paurosa dell’anno in stile vittoriano ecco qualche curiosità.        

 Poteri magici avevano secondo le credenze le mele. Si credeva che chi avesse sbucciato una mela in un’unica striscia avrebbe avuto fortuna per un anno, se poi vi si gettava la buccia nell’acqua questa avrebbe dovuto prendere la forma della lettera iniziale del nome di un futuro amante, inoltre si usava gettare cercare di afferrare con la bocca questo frutto immerso in una tinozza d’acqua o appeso a un filo, questo gioco aveva il nome di dooking.                           

Lo specchio, simbolo della porta per l’altro mondo, aveva un ruolo divinatorio. Le donne nubili usavano gli specchi per cercare di scorgere il viso del proprio futuro marito, mentre chiunque avrebbe potuto tentare di vedere un defunto. Chi avesse visto specchiandosi un teschio avrebbe dovuto temere: sarebbe morto infatti entro l’anno.





Dono divinatorio avevano anche la cera delle candele, che, lasciata cadere su un piatto, avrebbe rivelato il nome del futuro innamorato, e le barbabietole, più grande queste fossero state maggiore sarebbe stata la fortuna. 


Esisteva poi la tradizione dell’Halloween Pudding. Si doveva cucinare una torta e mettere al suo interno cinque oggetti (anello, bottone, chiave, ditale, moneta), quindi la si tagliava in cinque parti. L’anello avrebbe significato matrimonio entro l’anno, il bottone incontro del vero amore, la chiave viaggio imminente, il ditale rimanere celibe o nubile per l’anno, la moneta felicità e ricchezza.


 Infine si potevano posizione tre piattini, uno vuoto, uno pieno d’acqua e uno di farina. Quindi ci si bendava e si metteva il dito in uno dei piattini. Immergerlo in quello vuoto significava miseria, in quello pieno d’acqua matrimonio entro l’anno, mentre quello pieno di farina felicità e ricchezza.

E ora vi lascio alla notte più tenebrosa dell'anno.

Buon Halloween!