lunedì 21 dicembre 2015

Il solstizio d'inverno

Il solstizio d'inverno, la notte più lunga dell'anno
 

Oggi è il solstizio d’inverno, giorno più breve dell’anno, inizio dell’inverno, da tempo immemore festa celebrata in tutto il mondo. Da oggi fino al 25 dicembre le giornate saranno brevi, seguite da lunghe notti, poi il 25 il sole ricomincerà a guadagnare terreno e scaccerà la notte, proprio per questo motivo fu scelto questo come giorno per celebrare il Natale. Nella tradizione nordica è chiamato Yule. L’etimologia di questo termine non è chiara. Per alcuni deriverebbe dal norreno Hjól ("ruota"), con riferimento al fatto che il tempo è una ruota e durante il solstizio d’inverno si troverebbe nel punto più basso per poi ricominciare a risalire. In lingua scandinava Jul significa sia Yule sia Natale. Gli antichi romani festeggiavano il solstizio nella festa dei Saturnalia che duravano dal 19 dicembre fino al 25 ed erano giorni di gioia e speranza, di rinascita. A conoscenza di questa ricorrenza sarebbero stati anche i Maya e gli Inca. Nell’antica Persia si celebrava con degli inni, mentre ad Alessandria d’Egitto era legata alla festa di Horus. Gli antichi germani durante questo periodo festeggiavano il dio Odino che secondo la leggenda in queste notti percorreva la Terra con la sua corte durante una Caccia Selvaggia.

Deriverebbe proprio dall’origine celtica di questa festa l’importanza che hanno il vischio, l’agrifoglio e l’abete nel periodo natalizio. Il primo era sacro ai Druidi, mentre il secondo e il terzo rappresenterebbero la persistenza della vita nel freddo e nell’oscurità dell’inverno. L’usanza di baciarsi sotto il vischio deriva proprio dal fatto che questa piantina veniva attaccata all’ingresso delle case dei celti e quando entravano gli ospiti questi si abbracciavano sotto di esso per attirare la fortuna.


Buon solstizio d’inverno.

giovedì 17 dicembre 2015

Jack Frost

Jack Frost, lo spirito dell'inverno



La figura di Jack Frost si colloca nella mitologia nordica ed è la personificazione dell’inverno e di tutto ciò che l’inverno porta con sé. Nelle leggende vichinghe è chiamato Jokul Frosti mentre in Russia è chiamato Padre Gelo o Nonno Gelo. A volte è rappresentato come un pittore che colora il paesaggio con i classici colori autunnali e invernali oppure come un elfo portatore del gelo. Nella tradizione nordica è un dio imparentato con il dio del vento. A differenza del film Le cinque leggende in cui è raffigurato come un ragazzo, Jack Frost è raffigurato quasi ovunque come un vecchio.


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Di carattere aperto e spiritoso se provocato diventa vendicativo ed è capace di ricoprire di neve o di gelare gli sprovveduti che lo hanno insultato. Sono opera sue le pozzanghere dentro cui ci si può specchiare che si trovano in primavera. In autunno fa cadere le foglie per preparare il paesaggio all’arrivo dell’inverno. In Inghilterra la sua leggenda è diffusa quanto quella di Babbo Natale. A proposito di Babbo Natale una leggenda vede Jack come suo aiutante, il suo compito sarebbe quello di far nevicare la vigilia di Natale per permettere a Babbo Natale di mimetizzarsi.

Termino riportando una leggenda russa che vede come protagonista Nonno Gelo:
Una di queste ha per protagonisti un uomo umile e buono e sua figlia, una giovane molto avvenente. Purtroppo, un giorno, la moglie dell'uomo morì, ed egli si risposò con una donna vanitosa e ambiziosa, dalla quale ebbe un'altra figlia.  
 La nuova moglie odiava a morte la figliastra per la sua bellezza e per le attenzioni che il marito le dedicava. Così, in un giorno freddo e nevoso, ordinò al marito di portare la figlia maggiore in una valle e di abbandonarla al gelo. L'uomo obbedì e con il cuore colmo di tristezza lasciò la figlia sola nella valle piena di neve. La ragazza, trovatasi in mezzo a una tormenta, cominciò a piangere, ma nel momento di maggior disperazione vide un uomo bianco, che sembrava di ghiaccio. Nonostante fosse intimorita, la fanciulla si mostrò gentile ed educata con l'estraneo. Questi si presentò come Nonno Gelo e ricambiò la cordialità della fanciulla offrendole gioielli preziosi e vesti pregiate. Dopodiché riportò la ragazza sulla strada di casa.
 Ci volle un po' prima che il padre, la matrigna e la sorellastra riconoscessero la ragazza, tutta perfettamente agghindata e riccamente vestita. La matrigna moriva d'invidia nel vedere i doni che Nonno Gelo aveva fatto alla figlia maggiore. Così decise di far condurre anche l'altra figlia nella valle dove era avvenuto il miracoloso incontro. La scena si ripetè, anche stavolta Nonno Gelo apparve nella tormenta. Ma la figlia più piccola, anziché essere gentile con lui, si rivelò maleducata e sfrontata. Nonno Gelo si infuriò al punto che decise di congelare la ragazza.
 Quando il padre andò a recuperare la figlia, come gli era stato ordinato dalla perfida moglie, la trovò completamente assiderata e priva di vita. La madre pianse a lungo sul corpo della figlia, fino a che morì di crepacuore.
 Così, il padre buono e la figlia umile ricomposero la famiglia di un tempo, e vissero sereni per il resto della loro vita.

lunedì 14 dicembre 2015

Le origini di Babbo Natale

Babbo Natale: le origini di un mito

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La figura di Babbo Natale è indissolubilmente legata al Natale. Ma qual è l’origine di quell’uomo che ogni 24 dicembre intraprende un viaggio per il mondo per portare i doni a tutti i bambini?

La teoria più diffusa lo vede come erede di San Nicola, vescovo di Myra del IV, che trovò e riportò in vita cinque bambini uccisi da un oste, per questo sarebbe il Protettore dei bambini. Il nome Santa Claus deriverebbe proprio dal suo nome olandese Sinterklaas.


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Babbo Natale potrebbe però anche discendere dal dio nordico Odino. Una leggenda narra che proprio nel mese di dicembre il dio organizzasse, insieme alle altre divinità, una battuta di caccia, durante la quale, se un bambino avesse lasciato dei dolci per il suo cavallo, lui l’avrebbe ricompensato con dei doni.

Inoltre la somiglianza fisica tra Odino e Babbo Natale è rilevante, entrambi anziani e con la barba.



Secondo un’altra tradizione un sant’uomo imprigionò un demone e gli fece promettere, in cambio della libertà, che avrebbe portato di casa in casa dei doni ai bambini. In altri racconti il demone convertito si circonda di elfi e gnomi affinché lo aiutino nel suo compito.

Nel folclore irlandese esistono invece ben 13 Babbo Natale. In realtà sarebbero 13 folletti che consegnerebbero un regalo al giorno partendo da due settimane prima del Natale. Questi folletti però sono anche molto dispettosi tanto da punire i bambini cattivi dando loro patate invece dei doni.